Nel Dna degli elefanti una speranza contro il cancro

Nel Dna degli elefanti una speranza contro il cancroNon molto tempo fa, il “filosofo pop” della medicina moderna Valer Longo si è preso la briga di isolare e individuare tutte quelle caratteristiche genetiche che impedivano a determinate popolazioni dell’Ecuador di contrarre il cancro, trovando il filo comune in un blocco dei recettori del fattore di crescita insulino-simile (Igf.-1) ed elaborando così un sistema nutrizionale in grado di minimizzare al minimo i rischi legati a tumori e neoplasie, proprio sulla base della capacità degli alimenti ingeriti di stimolare o meno il suddetto fattore di crescita.

Dato che al trovata del dottor Longo ha rapidamente fatto scuola, oggi si indaga il cancro sempre più a partire da componenti genetiche, ponendo attenzione alle specie, come gli elefanti, in cui la frequenza della patologia è talmente bassa da poter legittimamente ritenere che esista una sorta di protezione congenita di fronte al manifestarsi della minaccia tumorale.

Una recente ricerca condotta in collaborazione tra le università dello Utah e dell’Arizona è infatti riuscita a scoprire la ragione che impedisce agli elefanti di ammalarsi di cancro e ad isolare la componente cromosomica, risiedente nel gene Tp53, che pare fungere da oncosoppressore ed arrestare così la possibile insorgenza dei tumori sul nascere.

Secondo i ricercatori americani, il gene implicato nel processo provvederebbe in autonomia sopprimere le mutazioni potenzialmente pericolose, andando così ad impedire alle cellule tumorali di proliferare e di moltiplicarsi, proprio in virtù di un atto di soppressione spontanea operato dal genoma dei pachidermi.

I ricercatori dello studio hanno inoltre portato alla luce come gli elefanti possiedano 38 distinte varianti di Tp53, mentre il genere umano ne possiede solo due e concluso che proprio in questa disparità possiede la differenza di insorgenza del cancro tra le due specie animali in questione.

Lo studio pubblicato sul Journal of American Association apre quindi le porte ad una nuova arma contro il cancro e si pone come tappa intermedia di una ricerca di settore che ha deciso di sconfiggere le neoplasie andando ad isolare particolari caratteristiche genetiche di tutti quei soggetti, o specie animali che, in base ad imprecisate ragioni, con il cancro possiedono un familiarità piuttosto scarsa.

Fonte: news.emergeilfuturo.it


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