Ictus, con il guanto robotico si può riabilitare mano e polso

Ictus, con il guanto robotico si può riabilitare mano e polsoUn guanto robotico che in realtà si chiama SCRIPT, potrebbe essere uno strumento che la tecnologia mette a disposizione dei circa 200 mila italiani colpiti annualmente da ictus.

La novità arriva dalla Giornata Mondiale contro l’ictus cerebrale che si svolge oggi grazie all’organizzazione dall’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (ALICe).

Dopo un ictus, la persona resta spesso con qualche forma di disabilità che necessita di una terapia di riabilitazione. Si pensi agli arti il cui uso è più frequentemente danneggiato.

In aiuto, per quanto riguarda la riabilitazione della mano e del polso, arriva quindi lo SCRIPT, acronimo per Supervised Care and Rehabilitation Involving Personal Telerobotics.

Si tratta di un guanto robotico la cui sperimentazione è condotta da ALICe e dall’IRCSS San Raffaele Pisana di Roma. Partecipano inoltre l’università di Sheffield in Inghilterra e l’istituto olandese specializzato nelle tecnologie riabilitative, il Roessingh Research and Development.

In sintesi, SCRIPT va indossato ed è pronto per la tele-riabilitazione della mano o del polso del soggetto colpito da ictus.

E’ necessario seguire le istruzioni di un videogioco e  svolgere specifici compiti che possono coinvolgere il polso, la mano, la spalla e il gomito.

Patrizio Sale, che dirige la sperimentazione in Italia, ha spiegato che gli studi scientifici hanno dimostrato che “l’uso di giochi ed esercizi divertenti è in grado di offrire risultati più soddisfacenti in termini di recupero funzionale”.

Così il paziente, dal proprio domicilio, può svolgere questa terapia riabilitativa senza dover uscire di casa per recarsi dal fisioterapista. Quindi, non solo nei tempi rigidi stabiliti, ma anche nel tempo libero.

Inoltre il guanto è collegato grazie a Internet con il centro di riabilitazione che segue il paziente. Ciò consente al medico o al fisioterapista che lo ha in cura di verificare se gli esercizi sono eseguiti con regolarità, se producono dei miglioramenti e, soprattutto, di intervenire immediatamente nel caso occorra correggere il paziente.

Insomma, si tratta di tele-riabilitazione. La sperimentazione è stata avviata circa sei mesi fa con 10 pazienti coinvolti. Per il momento i risultati lasciano ben sperare, ma serve altro tempo per avere delle certezze.

I vantaggi sembrano evidenti. La riabilitazione robotica sta prendendo sempre più piede grazie anche al fatto che gli strumenti utilizzati sono estremamente precisi, inducono movimenti ripetitivi sempre uguali e possono produrre miglioramenti anche nei casi più complicati.

Il paziente utilizza un videogioco, e questo dovrebbe alleggerire il momento della terapia. Infine, è chiaro anche l’abbattimento dei costi grazie alla riduzione degli spostamenti e delle visite in ospedale.

Da Redazione


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