Non solo studio e socializzazione: le preoccupazioni dell’universitario disabile

Non solo studio e socializzazione: le preoccupazioni dell'universitario disabileCosa significa avere una disabilità e volere studiare all’università? Ce lo raccontano i protagonisti di “Diversamente studenti”, un documentario su ragazzi e ragazze che ogni giorno cercano nello studio il diritto a un’esistenza piena e soddisfacente e che invece incontrano numerose difficoltà.

ROMA – “Il diritto allo studio è un diritto inalienabile e un momento di autoaffermazione”, è da questo diritto fondamentale per la persona, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu, che la casa di produzione Raja Films di Udine ha ideato il progetto cross-media “Diversamente Studenti”, un documentario, realizzato con il sostegno dell’Erdisu, il concorso dell’Università degli studi di Udine e della Consulta disabili del Friuli Venezia Giulia, che presenta “ritratti di studenti con disabilità che cercano, anche nello studio, il diritto a un’esistenza piena e soddisfacente”.

“L’università è un periodo per alcuni purtroppo molto diverso da quegli anni di spensierato apprendimento che tutti noi crediamo – racconta Massimo Garlati-Costa, regista friulano, titolare del progetto e della casa di produzione Raja Films – in realtà ogni giorno, ci sono piccoli eroi che lottano per poter accedere e frequentare i corsi, le lezioni, le assemblee, i gruppi di studi e le manifestazioni nelle facoltà della loro università, ragazzi che nonostante tutte le difficoltà non si sono arresi e fanno dei problemi una quotidiana avventura”. Michele, Maria Grazia, Marina, Giulia, Riccardo, “sono loro – prosegue Garlatti Costa – alcuni protagonisti dei video-ritratti, giovani supportati da familiari, amici e volontari delle tante associazioni, che li accompagnano in una lotta continua per una vita normale”.

È la testimonianza di Michele Bergnach a sottolineare sin da subito l’importanza che sui temi della mobilità bisogna insistere. “E’ fondamentale nella vita far capire che comunque, insieme alla disabilità c’è la persona, ma occorre battersi sulle cose che non sono state ancora raggiunte, che non è solo muoversi o riuscire a mettersi le scarpe – racconta Michele Bergnach nella sua intervista – ma è soprattutto relazionarsi con gli altri”.

Anche lo studente disabile deve esser capace di “mettersi in gioco”, confida Giulia Da Re: “Bisognerebbe farela vita vera dello studente, preoccuparsi di studiare, socializzare e basta, perché alla fine è quella la vita di un universitario. Invece – prosegue la ragazza – uno studente disabile si deve sin da subito preoccupare di trovarsi un’assistente e anche per sostenere gli esami ha bisogno di ausili e aiuti”. Le barriere architettoniche poi, anche se vengono risolte a livello pratico “possono avere una ripercussione sullo studente a livello psicologico, comead esempio la sistemazione del banco, che viene messo in una posizione ‘di vetrina’, sei davanti a tutti i tuoi colleghi di studio – spiega Giulia Da Re – e ti senti osservato e questo isolamento dal resto del gruppo, pone lo studente disabile in una condizione ulteriore di diversità”. “Il mio obiettivo – conclude la studentessa – è avere un’indipendenza non economica, quella non mi interessa, ma psicologica”.

Per Maria Grazia Bassi è necessario “essere propositivi e voler cambiare, perché la vita è fatta di sfide per chiunque”. La ragazza sottolinea ancora il persistente imbarazzo di parlare con “quello sulla carrozzella”, dovuto secondo lei all’evidenza della malattia. “Tutti abbiamo problemi – spiega nel video – ci sono quelli che come noi hanno quelli fisici, di deambulazione, poi ci sono quelli che hanno problemi psichici o anche problemi legati all’alimentazione, anche quella è una malattia volendo, quindi ci sono vari aspetti da considerare, ma la società tende a dare solo importanza a quelli che sono gli aspetti estetici”. Insomma, il problema per gli altri diventa tale, solo se è “visto”.

“Diversamente studenti” ha già raccolto 14 testimonianze, “come casa di produzione audiovisiva – spiega il regista – stiamo allargando la proposta a tutti gli ordini di scuole, tuttavia per poter crescere il progetto ha bisogno di un costante appoggio e sostegno da parte delle autorità e degli enti, delle associazioni e delle università, che possano dare visibilità alle tematiche trattate, per poter finalizzare in un unico documentario tutto il materiale raccolto. Il nostro sogno è che il progetto cresca viralmente e che possa riuscire a raccontare a più persone possibili, cosa significa avere una disabilità e volere studiare all’università. Crediamo infatti che ciò che facciamo, acquisti valore solo dal momento che è condiviso”. “Diversamente Studenti” si può seguire e sostenere anche su: vimeo e facebook.

Fonte INAIL


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